Produzione sartoriale: la macchina lineare

Se cucire è un’attività che l’uomo pratica dalla notte dei tempi (ma non partiamo da lì, perché parliamo di 20.000 anni fa e di pelli cucite con aghi di osso e spina di pesci!) è con la rivoluzione industriale di fine 1700 che arrivano le prime macchine per cucire.

Inizialmente si trattava di isolati esperimenti, i primi modelli ancora azionati a mano con la rotazione di una manovella per muovere l’ago, e poi i modelli automatici che hanno dato via ai primi grandi poli produttivi.

La prima macchina da cucire lineare per uso industriale fu introdotta in in Italia nel 1877 dalla ditta Salmoiraghi, analoghe versioni furono sviluppate e largamente diffuse negli stessi anni anche in Inghilterra, Germania e negli Stati Uniti. Da quel momento la possibilità di confezionare abiti e tessili ebbe uno slancio decisivo.

Disegno tecnico di brevetto di una delle prime macchine per cucire industriali

Disegno tecnico di brevetto di una delle prime macchine per cucire industriali

È in quell’epoca che la moda, prerogativa delle élite aristocratiche fino alla rivoluzione francese, aveva iniziato ad essere un fatto anche per la nascente borghesia: un’esigenza di affermazione sociale e sfoggio di capacità economica per questi primi self made man, che potevano ora acquistare in tutta Europa e in America capi di sartoria dal gusto francese realizzati a macchina da illustrazioni e cartamodelli ordinati da Parigi, il gusto di Charles Frederick Worth, le riviste di moda come Harper’s Bazaar, Vogue, Tatler e i saloni delle modiste in rapida espansione, per poi arrivare alle collezioni dei primi magazzini di abbigliamento come Liberty London, Gallerie La Fayette a Parigi o Saks a New York e costellazioni di boutiques.

salone di una modista Parigi fine 1800

Salone di una modista – Parigi fine 1800

Questa nuova possibilità di realizzare abiti e confezioni tessili velocemente e con grande produttività fu una svolta: la diffusione delle macchine da cucire rese tutto più accessibile, aprendo strada a quel sistema culturale e comparto industriale che diventerà la Moda, dagli anni 20 del 1900 ormai un fatto economico e culturale di rilevanza mondiale.

copertina di Vogue gennaio 1926

Copertina di Vogue – gennaio 1926

Nella Moda la mille lavorazioni artigianali sono elementi tutt’oggi imprescindibili. I ricami, i pizzi, le decorazioni manuali che ogni cultura ha saputo sviluppare sono fonte di ricerca artistica e storytelling per il Pret a porter e fondamentali manifestazioni del lusso nell’Haute couture, ma se non fosse possibile completare questi processi creativi con macchine e tecnologie industriali, tutto rimarrebbe nel solco di un approccio casalingo o meramente artistico e la Moda non potrebbe esistere.

Da questo punto di vista, basti osservare che le macchine hanno permesso di meccanizzare anche operazioni quali il ricamo, il soprafilo, l’imbastitura, la cucitura dei bottoni, l’occhiellatura e molto altro.

La pittrice Tamara de Lempicka in Rochas – 1931                  Rochas – Fall 2019 Ready to wear

E così eccola qui: tecnologicamente avanzata, silenziosa nei rumori ma parlante per interagire nei comandi, durevole e sicura, è la macchina da cucire, protagonista di ogni progetto professionale.

Ma come e perché scegliere una macchina da cucire industriale?

La macchina da cucire lineare

Partiamo dalla macchina da cucire lineare. È lo strumento base che troviamo sia nella piccola sartoria che nei poli produttivi dei grandi brand, e chiaramente in tutte le scuola di moda, poiché è la tipologia di macchina che permette di realizzare tutte le cuciture lineari.

Le macchine da cucire industriali sono caratterizzate da robustezza, velocità e durevolezza.
Il tipo lineare esegue movimenti avanti e indietro, quindi si avranno cuciture dritte.
Sono macchine basiche, ideali per produzioni industriali, confezionamento e riparazioni in generale.

Su quale tessuto si può utilizzare una macchina lineare?

Le macchine da cucire lineari lavorano tutti i tessuti, però è importante valutare le caratteristiche del modello che si desidera prima dell’acquisto. Alcune non sono molto adatte a cucire tessuti elastici e per cucire tessuti pesanti e consistenti è necessario scegliere dei modelli H (Heavy) con aghi fino a 130 di spessore.

Le macchine lineari di ultima generazione sono tutte elettriche, alcune hanno un computer interno, con sistema touch screen, che permette di programmare il macchinario prima di iniziare la lavorazione.
Confrontarsi riguardo l’uso che si vuole fare di una macchina permette di scegliere il modello più adatto a potenziare i propri risultati.


zoje macchina da cucire industriale

Macchina da cucire professionale lineare Zoje ZJ-A6000

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