cuciture con overlock

La tagliacuci completa il tuo laboratorio sartoriale

Nel settore sartoriale la tagliacuci e la macchina da cucire sono due attrezzature fondamentali, simili ma non uguali, con funzioni complementari.

Che cos’è una macchina taglia e cuci?

La macchina tagliacuci, detta anche overlock, è una macchina da cucire tecnicamente più completa rispetto a una macchina lineare. La lama, incorporata nel macchinario, taglia la stoffa mentre gli aghi cuciono, dando una finitura perfetta che non si sfrangia al bordo del tessuto cucito.
A differenza della macchina da cucire lineare, taglia e rifinisce i tessuti mentre cuce, cosa molto utile in particolare per bordare e orlare.
Le macchine tagliacuci professionali sono utilizzate in tutti i laboratori sartoriali grazie alla loro robustezza e velocità nel processare il lavoro. Di solito funzionano ad alte velocità (tra i 1000 e i +9000 giri/min.).

Quando nasce la macchina tagliacuci?

La prima macchina tagliacuci risale al 1889 e fu progettata in America dalla Merrow Machine Company, azienda che qualche anno prima aveva già inventato la macchina per cucire all’uncinetto e attualmente ancora produce queste macchine in un modello base.
In Italia la prima macchina tagliacuci è stata progettata nel 1920 dall’azienda milanese Virginio Rimoldi. Il primo modello porta il nome della stessa moglie di Rimoldi, Stella.
Riservate fino al dopoguerra alle produzioni industriali, negli anni ’60 il mercato sartoriale inizia a proporre modelli di tagliacuci per uso domestico.

È nel 1964 che i fondatori della Juki Corporation, riprogettano la taglia e cuci industriale in un modello più piccolo e leggero per consentirne un uso facile, fino arrivare a renderle addirittura adatte a un uso casalingo.

Su quali tessuti si utilizza una tagliacuci?

La taglia e cuci può essere a uno o più aghi e lavora tutti i tessuti, dai più semplici a quelli più complessi, per questo motivo va affiancata ad una macchina da cucire lineare.
I tessuti in sartoria vanno trattati in base alla loro composizione e consistenza ed alcuni di essi si prestano meglio ad essere cuciti con una tagliacuci: i tessuti elastici, la seta, la maglina, la lycra, il denim, il jersey, l’organza, lo chiffon, la felpa, il pile.

La cucitura eseguita su questi tessuti segue le caratteristiche della stoffa, impedendo che si stropicci o arricci quando viene tirata (trasporto differenziale).

Altra funzionalità di questa macchina è l’uso di più fili insieme. Infatti le tagliacuci si classificano in base al numero di fili che si possono utilizzare: fino a 5. Lavorando con più fili le cuciture overlock dette anche sorfilature, sono sempre pulite e professionali.

Macchina Tagliacuci Jack E4
Macchina tagliacuci Jack E 4 S

 

Quali sono le sorfilature di una tagliacuci?

Le sorfilature sono versatili e sono utilizzate per bordi e cuciture leggere, per rinforzo, costruzione e decorazione.
La classificazione viene fatta in base ai fili utilizzati nel punto:

  • 1 filo: cucitura semplice per il finissaggio tessile.
  • 2 fili: per realizzare un punto o una finitura più leggeri. Questo punto viene usato per la rifinitura di bordi e cuciture, prima di eseguire la cucitura con punto dritto. Con due fili si eseguono ad esempio punti piatti e orli arrotolati.
  • 3 fili: per le cuciture decorative, orli arrotolati, orli stretti e orli invisibili, rifinitura di bordi di stoffa. La sorfilatura a tre fili si usa per eseguire punti sia larghi che stretti.
  • 4 fili: per cuciture molto resistenti e per tecniche speciali. La sorfilatura a 4 fili è molto usata nella maglieria e nei materiali elasticizzati.
  • 5 fili: per punti di copertura e per cuciture di sicurezza e resistenti nella produzione di capi d’abbigliamento.

Altre variabili nelle sorfilature sono:

  • l’eccentrico del punto, che indica quanti punti per pollice ci sono, è regolabile e varia all’interno della macchina.
  • la larghezza del punto dal bordo del tessuto.

Come distinguere i punti eseguiti con una tagliacuci?

I punti della tagliacuci sono tanti e per distinguerli si identificano come:

  • punto overlock o sorfilatura a un ago, a due aghi con rinforzo interno e a due aghi 5 fili con cucitura di rinforzo esterna
  • punto sopraggitto ovvero punto di rifinitura tessuto (cuce e rifinisce insieme)
  • punto a catenella
  • punto copertura
  • punto arrotolato detto anche orlo a bambola o pegaso, molto utilizzato nella sartoria dell’Alta Moda, è indicato per bordare tessuti molto sottili come organza, tulle, velo, batista, crêpe.
  • punto piatto usato principalmente per unire e decorare bordi e polsini.
cuciture con overlock
Cuciture con overlock

Come scegliere una macchina tagliacuci da acquistare o noleggiare?

I motivi principali che spingono sarte e sarti ad avere una tagliacuci nel proprio laboratorio sartoriale sono:

  • le finiture perfette, resistenti e pulite sul tessuto
  • la rapidità dei tempi di lavorazione
  • la possibilità di cucire con facilità i tessuti più difficili

In commercio esistono tante tipologie di tagliacuci con diverse fasce prezzo e diverse caratteristiche che devono rispondere alle esigenze di chi ne fa uso.
Alcuni esempi di tagliacuci da acquistare o noleggiare sono: la Jack E4 (vedi immagine sopra) e la Zoje ZJ-B9500S (immagine di seguito).

Zoje ZJ-B9500S macchina tagliacuci professionale
Macchina tagliacuci Zoje ZJ-B9500S

Muoversi da soli nel mercato della sartoriale non è sempre facile.
Per questo motivo è utile rivolgersi ad un consulente esperto del settore sartoriale come Gianpiero Urzetta.
Si tratta del tuo lavoro e del tuo investimento. Chiedi una consulenza.

abito Chanel manichino sartoriale

Non c’è sartoria senza manichino

Il busto, o manichino sartoriale è il braccio destro di ogni sarto o sarta professionista ma anche di chi cuce per passione.
È su questo oggetto infatti che ogni creazione di moda nasce e prende forma.

I primi manichini sartoriali

Le prime notizie sull’uso dei manichini risalgono al 1700. Parliamo di bambole di circa 50 centimetri che venivano utilizzate nelle sartorie parigine e londinesi per presentare gli ultimi modelli in voga in quel momento, riservati alle élite delle corti europee o alle famiglie aristocratiche, a cui venivano presentate o anche spedite oltreoceano.

In questo modo le signore del tempo potevano scegliere modelli, tessuti e colori, per poi procedere a farsi realizzare il capo su misura dallo stesso atelier o da un sarto di fiducia.

Il nome manneken è di origine olandese e significa piccolo uomo, qualcuno ha ipotizzato che manichino derivasse dal francese manne, cesta in vimini, perché venivano realizzati con lo stesso procedimento dell’intreccio.
A Venezia venivano chiamate piavole de Franza, bambole di Francia.

Dalla seconda metà dell’ottocento le dimensioni dei manichini sartoriali aumentano, fino ad arrivare a quelle attuali. Si fa infatti strada una nuova modalità di confezione degli abiti.

Fino ad allora tutti i vestiti erano realizzati su misura. Da lì deriva la definizione inglese Tailor made, cioè tutto quello che viene fatto ad hoc, esattamente per qualcuno, e taylor altro non è che il nome inglese di sarto.

Fino alla metà del 1800 era il cliente a presentarsi in atelier e farsi prendere le misure, accompagnando il sarto nella realizzazione dell’abito passo passo con appuntamenti di revisione e sdifettamento.

Celeberrima è la bambola di Madeleine Vionnet, Maestra della couture parigina e inventrice dello sbieco, che nel 1900 realizzava i suoi modelli sempre prima sulla bambola, e poi con precisione impeccabile sul corpo delle sue modelle e clienti.

Madeleine Vionnet manichino sartoriale
Madeleine Vionnet al lavoro sulle sue bambole, c.ca 1900

Con il tempo e l’avanzare della moda e della relativa nuova esigenza di possedere più abiti trainata dalla nascente borghesia, si fa strada la necessità di una standardizzazione della confezione. Vengono così realizzati i primi busti sartoriali, strumenti indispensabili per ogni buon atelier e sarto che volesse poter produrre più capi e in meno tempo, pronti ad essere venduti.

In nessun modo questa innovazione va a sostituire il lavoro di sarti e creatori di moda con lo studio e il lavoro sulla figura umana.

Se questo vale per i piccoli sarti e le prime produzioni più industrializzate, certamente resta un caposaldo anche dei più grandi Couturier del 900, da Coco Chanel, a Jeanne Lanvin, Elsa Schiaparelli e Christian Dior, che elevano il concetto del pezzo unico sartoriale al grande concetto di Moda, continuando a lavorare sul corpo e per il corpo, ma con un approccio sempre più industriale nella produzione supportato anche dal grande strumento del busto sartoriale.
Uno strumento di creazione sempre accanto a sé, dove poter pensare, lavorare a moulage, smontare, rifare, senza dover attendere una persona su cui provare.

sorelle fontana manichino sartoriale
Le Sorelle Fontana in atelier, fine anni ‘50

Proporre abiti già pronti per essere venduti significa doverli mostrare, ed ecco che nascono anche i manichini da vetrina.

In cosa si differenzia il manichino da vetrina?

Con i primi capi ready made e i primi negozi di abbigliamento, ecco l’esigenza di una figura umana da esposizione.

Quella dei manichini da esposizione è una storia ricca, la storia dell’evoluzione del concetto di store e di visual merchandising, con tutte le sue implicazioni legate al Mondo di un marchio di moda, al suo heritage, alla storia che ci racconta e sono tante le tipologie di manichino quante sono le storie che devono raccontare.

Dal manichino da vetrina realistico che imita gli atteggiamenti delle persone, prodotto con lineamenti e colori naturali al manichino da esposizione stilizzato, che del corpo enfatizza solo alcune parti o movimenti.

Realizzati con parti smontabili per poterli vestire senza complicazioni, o pezzi d’arte complessi, i manichini da esposizione ci fanno immedesimare e immaginare come ci donerebbe quell’abito. Ci possono far rammaricare di non possedere la loro taglia, ma sono comunque sempre più gentili dei busti sartoriali, che ogni tanto pare si stufino e richiedano di nuovo l’intervento umano:-).

abito Chanel manichino sartoriale
Ultime lavorazioni su un abito Chanel – PE 1996

Le tipologie di manichini sartoriali in commercio

Il manichino usato in sartoria è formato da un guscio in legno, cartapesta o plastica, rivestito in tessuto imbottito che riproduce il busto di donna, uomo e bambino in diverse taglie, sorretto da una piantana o treppiede.
Lo scopo dei busti sartoriali è quello di poter impostare la costruzione sartoriale di un capo direttamente sul modello del corpo, provando man mano diverse soluzioni, appuntando spilli e realizzando modifiche direttamente sull’indossato.

Manichini sartoriali regolabili

I Manichini sartoriali regolabili sono ottimi per la sartoria su misura e per confezionare abiti di persone con fisicità diverse. Il guscio ha un meccanismo interno che regola perfettamente la taglia alla forma fisica desiderata.
Alcuni manichini regolabili permettono anche di regolare le dimensioni del seno, ecco perché questa tipologia è molto usata dai sarti che confezionano abiti da sposa o che lavorano principalmente con l’abbigliamento su misura.

Manichini sartoriali a taglia fissa

I Manichini sartoriali a taglia fissa sono di diverse grandezze: piccole, medie, grandi o di taglia specifica su richiesta. Sono indicati se si lavora su taglie standard, come nel pret a porter e nell’Alta Moda.
Spesso i manichini a taglia fissa vengono utilizzati anche per allestire vetrine o showroom, per la loro bellezza e sapore di sartoria.

Perchè avere un manichino sartoriale in laboratorio

Ogni laboratorio sartoriale ha dei manichini in dotazione. Il manichino aiuta ad ottenere la giusta vestibilità dei capi.

Dopo aver disegnato un abito, progettato il cartamodello, passato su tessuto, tagliato e imbastito, l’abito va necessariamente misurato su un busto sartoriale per completare le modifiche e lavorare sulla reale vestibilità.
Dove acquistare manichini ad hoc
Il modo migliore per non sbagliare nella scelta del busto sartoriale indicato alla propria attività è quello di rivolgersi ad esperti del settore.
Gianpiero Urzetta offre servizi di consulenza e vendita non solo di macchine da cucire ma anche di busti sartoriali.
Non ti resta che chiedere un preventivo compilando il form di seguito.

Ma prima ti lasciamo con un bellissimo progetto. Parlando di manichini non possiamo non citare la A I 20/21 di Dior, che in tempi di Covid ha saputo celebrare la magia della moda partendo proprio dalla poesia delle origini, dal grandissimo couturier Christian Dior, la bellezza del lavoro in atelier e questi abiti realizzati con precisione maniacale su bambole, immerse nel mondo immaginifico di Matteo Garrone nel fashion film Dior Autumn-Winter 2020-2021 Haute Couture

 

 

Gianpiero Urzetta con Raffles Milano

GIANPIERO URZETTA CON RAFFLES MILANO PER I GIOVANI TALENTI DELLA MODA:

TALENTS ROCK!

 1990.Questa è la storia di un teenager e di un cortile di Milano. Un box, un tavolo da lavoro, una borsa dei ferri e le prime riparazioni di macchine per cucire al ritmo dei Motley Crue.

Oggi Gianpiero Urzetta è l’azienda di riferimento delle più importanti maison di moda internazionali per vendita di macchine da cucire e allestimento di sartorie di grandi poli produttivi, eventi e backstage per le sfilate di Milano, Roma, Parigi e Londra, e per l’Haute Couture delle celebrities al Festival di Cannes, Festival del Cinema di Venezia e di Berlino.

Ma è là dove tutto nasce che Gianpiero ama ancora rivolgersi. Quando ho iniziato ero un ragazzo in un garage, ma pieno di passione. Quando vedo la passione nei giovani e in istituzioni che la sanno alimentare e trasformare in una professione non posso che desiderare di far parte di questa grande avventura. Il talento è davvero qualcosa di rock!

Nasce così la partnership con Raffles Milano, sede del gruppo internazionale che trasmette l’eccellenza e l’affinità profonda con una città da tempo riconosciuta come la capitale della cultura del progetto nel mondo.

Una scuola con uno spirito e un metodo non tradizionali che ha raccolto intorno a sé una squadra di docenti di spicco della scena dello stile e del design: “Imparare facendo”, con la massima connessione fra teoria e pratica, tra idea ed esecuzione.

Gianpiero Urzetta supporta i giovani talenti della moda di Raffles Milano che desiderano realizzare un proprio spazio di laboratorio domestico.

 

LAB START UP

È offerta agli studenti Raffles Milano, ai docenti e allo staff uno sconto dedicato del 50% sul primo acquisto di tutte le macchine per cucire, tagliacuci, sistemi di stiro, accessori e componenti per il cucito, per poter accompagnare il proprio percorso di studi con attrezzatura professionale presso la propria casa, che potenzi il lavoro svolto in laboratorio a scuola.

L’OFFERTA È VALIDA FINO AL 31 GENNAIO 2021.

Un’iniziativa con l’obiettivo di abbattere ogni ostacolo nello spirito della scuola, anche in un momento complesso come questo in cui non è sempre prevedibile la possibilità di muoverci come vorremmo. Avere sempre con sé anche nei propri spazi domestici ciò di cui si ha bisogno può essere un plus non indifferente per cui questa partnership tra Gianpiero Urzetta e Raffles Milano è a voi dedicata.

GIANPIERO URZETTA E RAFFLES MILANO: TALENTS ROCK! 


 

noleggio accessori per il cucito e forbici da sarta

Lab startup per aprire o rinnovare una sartoria

Diversi sarti e designer di moda scelgono Lab startup per avviare o rinnovare la propria sartoria. Si tratta di un pacchetto consulenziale e progettuale a supporto di tutti gli imprenditori del settore moda.

Che cos’è la Lab startup

Lab start up è un pacchetto studiato per chi desidera aprire una nuova sartoria o rinnovare la propria già esistente. Che tu sia un sarto esperto, un giovane designer che vuole lanciare il proprio brand o un imprenditore terzista, Lab startup è vicino a ogni richiesta ed esigenza.

Il percorso di consulenza prevede tre fasi:

aprire una sartoria

Analisi e progettazione: dalle esigenze, al budget, allo spazio

Nella prima fase analizziamo le tue esigenze di lavoro, il tuo budget e lo spazio a disposizione. Che tu voglia aprire un piccolo atelier o un grande laboratorio – polo produttivo, valutiamo tutti gli impianti elettrici e progettiamo la disposizione, per poter scegliere le giuste macchine da cucire, gli eventuali arredi e gli impianti stiro secondo la tua attività.

La progettazione è gratuita, ad essa si aggiunge la convenienza dell’acquisto di macchine da cucire industriali e attrezzature che – in modalità package – vengono scontate di oltre il 30% rispetto al singolo acquisto di una macchina.

Si passa così all’allestimento del laboratorio sartoriale.

Allestimento: provvediamo personalmente all’installazione

Una volta approvato il progetto, inizia la seconda fase nella quale provvediamo personalmente all’installazione delle macchine da cucire industriali, degli impianti da stiro e degli eventuali arredi, come tavoli da taglio o sedie per le macchine da cucire, oltre a fornirti tutte le attrezzature se le necessiti, dagli spilli in su.

Assistenza: due anni di garanzia e assistenza pianificata

Ed eccoci nella fase dell’assistenza: il pacchetto Lab startup da diritto a due anni di garanzia e assistenza pianificata per il tuo laboratorio di sartoria.

Lab startup promuove il rinnovamento.

Se hai già un tuo laboratorio sartoriale , Lab start up sarà il punto di partenza per riprogettare il tuo spazio e il tuo parco macchine secondo le ultime tecnologie, dando nuovo slancio e incremento alla tua produttività e – perchè no implementarla con possibilità di lavorazioni che con gli attuali macchinari non ti sono possibili, o sono così lunghe da realizzare da essere anti economiche.

Perché non trasformare poi la sartoria in un atelier dove accogliere i clienti?
La tua sartoria come un luogo dove showroom e laboratorio si fondono, che può essere visitato dal cliente: questo è possibile quando lo spazio oltre ad essere funzionale e sicuro è anche scenografico e attraente per essere visitato.

Si tratta semplicemente della bellezza di macchine e attrezzature nuove su cui lavorare è un piacere, tutto da provare.
Regalate un’esperienza unica ai vostri possibili clienti.
La vostra sartoria non deve essere solo un luogo di produzione. Può diventare anche un luogo di condivisione, dove viene data al cliente la possibilità di scegliere i tessuti e gli accessori che preferisce e vivere la magia del “dietro le quinte”.

Dove allestire una nuova sartoria

dove allestire una sartoria

Le dimensioni degli spazi di una nuova sartoria, all’inizio, sono relative. Si può allestire anche un piccolo corner all’interno della propria casa, l’importante è rivolgersi a un professionista che sappia consigliare le giuste macchine, che possano garantire alte prestazioni in totale sicurezza anche nell’uso domestico.

Un allestimento minimo base prevede una macchina da cucire lineare, una tagliacuci e un impianto da stiro, proprio nello spirito di Lab startup, che vuole premiare e sostenere l’inizio di nuovi progetti, rispettando il necessario contenimento dei costi che li renda sostenibili, in un’ottica di proficua e rapida crescita.

macchina da cucire usata industriale

Come valutare l’acquisto di una macchina da cucire professionale

Stai per aprire o rinnovare il tuo laboratorio sartoriale, hai scelto il luogo, hai formato il tuo team e ora hai necessità di scegliere le macchine da cucire.
Il tuo unico dilemma è quello tra la scelta di un macchinari nuovi o provenienti dal mondo dell’usato.
Per molti una macchina da cucire usata è una scelta ragionevole per ottimizzare i costi e l’investimento iniziale.

Ti spieghiamo però perché è preferibile acquistare direttamente un macchinario nuovo.

Cosa sapere sulle macchine da cucire usate

Quando si sta per aprire una nuova sartoria, nella maggior parte dei casi, si va alla ricerca di una macchina industriale usata perché ancora non si è certi che la propria attività sia pronta a decollare.

Si sceglie l’usato per contenere i costi e vedere come va, ma questo può rivelarsi una mossa incauta. Una macchina da cucire usata ha vissuto già in altri laboratori quindi potrebbe trattarsi di un macchinario sartoriale che ha registrato ore e ore di lavoro o che è stato usato impropriamente. Questa scelta potrebbe essere una delusione piuttosto che un affare.

6 motivi per cui non scegliere macchine da cucire industriali usate

macchina da cucire usata industriale

L’aspetto spesso inganna.
Anche se esternamente il prodotto si presenta in buono stato, le macchine da cucire usate potrebbero rivelarsi molto obsolete per questi motivi:

  • il motore di vecchia generazione non è a risparmio energetico
  • molte non hanno la certificazione A
  • sono eccessivamente rumorose
  • i pezzi di ricambio non sono sempre reperibili e sono di conseguenza più costosi
  • gli interventi tecnici e di assistenza costano di più
  • non hanno garanzia

Sicuramente in commercio ci sono buoni macchinari usati di nuova generazione, però il rischio è sempre che possano provenire da laboratori con produzione intensiva e che quindi il motore abbia già raggiunto il suo ciclo di vita.
La ricerca dell’usato è spesso dovuta all’idea che i prezzi delle macchine da cucire nuove siano proibitivi per l’inizio di una piccola attività, ma le cose sono cambiate.

La garanzia nell’acquisto di una macchina da cucire industriale nuova

macchina da cucire industriale nuova

Con l’evoluzione tecnologia le macchine da cucire di ultima generazione si presentano molto efficienti: garantiscono maggiore produttività in meno tempo di lavoro.
Parliamo di macchinari di altissima qualità con interfacce semplici e intuitive con le quali si riescono a fare lavorazioni particolari velocemente, che prima richiedevano molta più fatica o erano proprio impossibili da fare con la macchina.

Una macchina da cucire nuova, impostata su tecnologie moderne, è preferibile perché:

  • non è stata usata da altri, in altri laboratori sartoriali
  • ha maggiori prestazioni e produttività
  • la qualità del prodotto è migliore grazie anche a un aggiornamento tecnologico importante
  • è coperta da garanzia e assistenza tecnica
  • ha facile ed economica reperibilità dei pezzi di ricambio

Negli ultimi anni, il mercato delle macchine industriali nuove è cambiato rispetto al passato. Il costo è molto minore di quello che ci si può aspettare ed è interamente coperto dall’aumento della produttività.

Sarà proprio la celere produttività ad ottimizzare il costo iniziale di una nuova macchina da cucire.

Come fare per acquistare una macchina da cucire professionale nuova

Chiedere una consulenza è la strada migliore prima di aprire un laboratorio sartoriale e di acquistare i macchinari adatti.
Un consulente di settore esperto, attento e professionale è in grado di valutare e suggerire l’investimento migliore da fare.
Compila il form per una consulenza sull’acquisto di una macchina da cucire.

come aprire una sartoria consulenza gianpiero urzetta

Consulenza per l’apertura di una nuova sartoria

come aprire una sartoria consulenza gianpiero urzetta

Dopo anni di esperienza presso altre aziende hai solo un sogno in testa: vuoi aprire la tua sartoria.

È un momento importante, perché stai per tuffarti a capofitto in ciò che ami di più, ma è anche un momento di profonda riflessione perché, come tutti, desideri commettere meno errori possibili, anzi, proprio nessuno.

Di sicuro hai già un’idea di cosa vuoi raggiungere, ma da sola non basta. Le strade da intraprendere per dare vita a un progetto sono tante e non prive di insidie.

La grande differenza fra chi riesce a realizzare il proprio progetto e chi si ferma è nella capacità di scegliere i giusti partner, affiancandosi a chi è in grado di valorizzare la nostra idea e accompagnarci per darle corpo.

Una delle prime cose da fare è affidarsi a chi è in grado di aiutarti a fare le scelte giuste per la tua attività in fase di avvio, supportandoti nella scelta delle macchine da cucire giuste per la tipologia di attività che intendi svolgere.

Partiamo identificando quali sono i punti decisivi per far sì che la tua azienda parta al meglio.

Punti chiave per definire un progetto di sartoria

Per definire un progetto sull’apertura di una nuova sartoria bisogna conoscere, in fase consulenziale, dei punti fondamentali:

  • Tipologia di attività
  • Spazi a disposizione
  • Consumo energetico
  • Numero degli operatori sartoriali
  • Budget

Come scegliere i macchinari per un laboratorio sartoriale

I macchinari da inserire all’interno di una nuova sartoria vanno scelti in base al tipo specifico di attività. Esistono sartorie di riparazioni generiche dove si fa di tutto, oppure attività di riparazione sartoriale indicate per la lavorazione della pelle, accessori, così come atelier di sartoria su misura o brand emergenti che vogliono realizzare una vera e propria collezione.

I macchinari cambiano, infatti, a seconda della specificità di produzione.

Quanti macchinari acquistare per una nuova sartoria?

Il numero di macchinari è rapportato al numero delle persone che lavorano nella sartoria e/o laboratorio sartoriale.
Per una sartoria con una sola sarta o sarto, i macchinari da acquistare generalmente sono:

  • una macchina lineare per il medio leggero
  • una taglia e cuci
  • una macchina per tessuto pesante
  • un impianto stiro

Se la sartoria prevede più lavoratori allora, inizialmente, si acquisteranno:

  • due macchine per il medio leggero
  • due macchine per il pesante
  • due taglia e cuci
  • un impianto da stiro

Anche le dimensioni degli spazi a disposizione vanno prese in considerazione: macchinari troppo grandi in spazi piccoli andrebbero ad angustiare l’ambiente lavorativo.

Perché è importante conoscere l’aspetto energetico del locale?

Gli impianti elettrici non sono tutti uguali e non tutti supportano gli stessi kW. Dipende dal tipo di contratto stipulato con la società elettrica di riferimento.

La conoscenza tecnica del locale dove si andrà ad aprire una sartoria, consente di scegliere i macchinari giusti. Per intenderci, non possiamo mettere un macchinario che consuma 5 kW in una sartoria che da contratto può consumare 4 kW.

È fondamentale che ogni scelta rispetti criteri tecnici e normativi.

Quanto costa aprire una sartoria?

Non c’è un costo standard, tutto dipende dal budget a disposizione del cliente. In relazione al budget si andranno a proporre e scegliere i macchinari sartoriali adatti a rispondere alle proprie esigenze, in efficienza ed efficacia.

Il progetto di una sartoria, oltre alle macchine da cucire e agli impianti da stiro necessita di valutazioni precise anche sui busti sartoriali e su tutti gli altri accessori per cucito necessari: dalle sedie sartoriali, ai tavoli da taglio, alle forbici e taglierine, ai tappetini da taglio, le squadre da sarto e ogni altro strumento che contribuirà a migliorare la qualità del tuo lavoro.

La nostra consulenza segue dei punti specifici e permette di stilare un progetto preciso. Diamo supporto al cliente in tutte le fasi di progettazione della sartoria, affinché rientri nel budget prefissato.
Compila il form per una consulenza.

salone di una modista Parigi fine 1800

Produzione sartoriale: la macchina lineare

Se cucire è un’attività che l’uomo pratica dalla notte dei tempi (ma non partiamo da lì, perché parliamo di 20.000 anni fa e di pelli cucite con aghi di osso e spina di pesci!) è con la rivoluzione industriale di fine 1700 che arrivano le prime macchine per cucire.

Inizialmente si trattava di isolati esperimenti, i primi modelli ancora azionati a mano con la rotazione di una manovella per muovere l’ago, e poi i modelli automatici che hanno dato via ai primi grandi poli produttivi.

La prima macchina da cucire lineare per uso industriale fu introdotta in in Italia nel 1877 dalla ditta Salmoiraghi, analoghe versioni furono sviluppate e largamente diffuse negli stessi anni anche in Inghilterra, Germania e negli Stati Uniti. Da quel momento la possibilità di confezionare abiti e tessili ebbe uno slancio decisivo.

Disegno tecnico di brevetto di una delle prime macchine per cucire industriali

Disegno tecnico di brevetto di una delle prime macchine per cucire industriali

È in quell’epoca che la moda, prerogativa delle élite aristocratiche fino alla rivoluzione francese, aveva iniziato ad essere un fatto anche per la nascente borghesia: un’esigenza di affermazione sociale e sfoggio di capacità economica per questi primi self made man, che potevano ora acquistare in tutta Europa e in America capi di sartoria dal gusto francese realizzati a macchina da illustrazioni e cartamodelli ordinati da Parigi, il gusto di Charles Frederick Worth, le riviste di moda come Harper’s Bazaar, Vogue, Tatler e i saloni delle modiste in rapida espansione, per poi arrivare alle collezioni dei primi magazzini di abbigliamento come Liberty London, Gallerie La Fayette a Parigi o Saks a New York e costellazioni di boutiques.

salone di una modista Parigi fine 1800

Salone di una modista – Parigi fine 1800

Questa nuova possibilità di realizzare abiti e confezioni tessili velocemente e con grande produttività fu una svolta: la diffusione delle macchine da cucire rese tutto più accessibile, aprendo strada a quel sistema culturale e comparto industriale che diventerà la Moda, dagli anni 20 del 1900 ormai un fatto economico e culturale di rilevanza mondiale.

copertina di Vogue gennaio 1926

Copertina di Vogue – gennaio 1926

Nella Moda la mille lavorazioni artigianali sono elementi tutt’oggi imprescindibili. I ricami, i pizzi, le decorazioni manuali che ogni cultura ha saputo sviluppare sono fonte di ricerca artistica e storytelling per il Pret a porter e fondamentali manifestazioni del lusso nell’Haute couture, ma se non fosse possibile completare questi processi creativi con macchine e tecnologie industriali, tutto rimarrebbe nel solco di un approccio casalingo o meramente artistico e la Moda non potrebbe esistere.

Da questo punto di vista, basti osservare che le macchine hanno permesso di meccanizzare anche operazioni quali il ricamo, il soprafilo, l’imbastitura, la cucitura dei bottoni, l’occhiellatura e molto altro.

La pittrice Tamara de Lempicka in Rochas – 1931                  Rochas – Fall 2019 Ready to wear

E così eccola qui: tecnologicamente avanzata, silenziosa nei rumori ma parlante per interagire nei comandi, durevole e sicura, è la macchina da cucire, protagonista di ogni progetto professionale.

Ma come e perché scegliere una macchina da cucire industriale?

La macchina da cucire lineare

Partiamo dalla macchina da cucire lineare. È lo strumento base che troviamo sia nella piccola sartoria che nei poli produttivi dei grandi brand, e chiaramente in tutte le scuola di moda, poiché è la tipologia di macchina che permette di realizzare tutte le cuciture lineari.

Le macchine da cucire industriali sono caratterizzate da robustezza, velocità e durevolezza.
Il tipo lineare esegue movimenti avanti e indietro, quindi si avranno cuciture dritte.
Sono macchine basiche, ideali per produzioni industriali, confezionamento e riparazioni in generale.

Su quale tessuto si può utilizzare una macchina lineare?

Le macchine da cucire lineari lavorano tutti i tessuti, però è importante valutare le caratteristiche del modello che si desidera prima dell’acquisto. Alcune non sono molto adatte a cucire tessuti elastici e per cucire tessuti pesanti e consistenti è necessario scegliere dei modelli H (Heavy) con aghi fino a 130 di spessore.

Le macchine lineari di ultima generazione sono tutte elettriche, alcune hanno un computer interno, con sistema touch screen, che permette di programmare il macchinario prima di iniziare la lavorazione.
Confrontarsi riguardo l’uso che si vuole fare di una macchina permette di scegliere il modello più adatto a potenziare i propri risultati.


zoje macchina da cucire industriale

Macchina da cucire professionale lineare Zoje ZJ-A6000

Hai bisogno di una consulenza per l’acquisto o il noleggio di macchine da cucire lineare?

Siamo rivenditori autorizzati dei marchi più importanti, tra cui ZOJE e JACK . Con la nostra consulenza potrai essere affiancato non solo nella scelta delle macchine da cucire industriali migliori per la tua attività, ma anche nella progettazione della tua area di lavoro, secondo il budget a disposizione e con la più alta tecnologia di efficienza e sicurezza.
Per informazioni sull’acquisto o il noleggio delle nostre macchine lineari compila il form di seguito.

noleggio accessori per il cucito e forbici da sarta

Cosa c’è dietro le quinte

Il noleggio di macchine da cucire industriali e sistemi da stiro è uno dei servizi proposti dalla nostra azienda. Ma perché è utile questo tipo di attività? A chi è diretta e come funziona?

Allestimenti temporanei di sartorie: gli ambiti di intervento

Sono diversi gli ambiti che necessitano l’allestimento temporaneo di sartorie. Parliamo, ad esempio delle sfilate.
La presentazione di una collezione è il momento più importante per una casa di moda. Tutte le energie sono racchiuse in quei 15 minuti di show, davanti agli occhi del Mondo e alla presenza delle più alte personalità di stampa e buyer.
È un momento in cui ogni dettaglio deve essere perfetto.
Così dietro le quinte, tra modelle, truccatori e stylist ci sono i fashion designer, e i loro migliori sarti, alle postazioni temporanee di cucito e stiro, pronti a ogni ultimo necessario ritocco per l’uscita in passerella.

L’ultima sfilata di Gucci, grazie al genio di Alessandro Michele è stata una poetica giostra, dove quel “dietro le quinte”è diventato esso stesso la ribalta, per celebrare tutte le maestranze di questa grande magnifica ensamble che è un’azienda di moda

@Gucci Fall Winter 2020 Women’s Fashion Show

Come non ricordare poi Karl Lagerfeld che un atelier lo mise al centro della scena totalmente, alla sfilata della Paris Haute Couture per la collezione Chanel A I 2016/17 in cui gli ospiti si sono trovati davanti all’allestimento di una sartoria in piena attività.

@Fall-Winter 2016/17 Haute Couture CHANEL Show

Questi allestimenti scenografici sono delle celebrazioni, ma torniamo al backstage: per tutti è fondamentale avere dietro le quinte una postazione dedicata a macchine per cucire e sistemi per lo stiro che siano perfettamente funzionali.

Le location delle sfilate sono le più disparate, pensiamo a Fontana di Trevi per festeggiare i 90 anni di Fendi, non nuova a location simili avendo già scelto nel 2007 la Grande Muraglia Cinese, o al tendone di un circo per la Moschino P E 2019 e poi musei, piazze all’aperto, hangar o antichi castelli, a volte una nave.

Fendi celebrazione dei 90 anni della maison
@Fendi celebrazione dei 90 anni della maison

Fendi Great Wall of China 2007

@Fendi Great Wall of China 2007

Moschino Cruise collection 2019 in Los Angeles

@Moschino Cruise collection 2019 in Los Angeles

I BACKSTAGE sono, a volte spazi ristretti e sempre comunque piuttosto frenetici.
Devono essere allestiti alla perfezione, secondo tutte le norme di sicurezza e garantendo l’utilizzo delle macchine e delle attrezzature nel modo più efficiente anche in tempi serrati, rispettando tutti i flussi di movimento e di lavoro nello spazio.

È così che lavoriamo per la Milano Fashion Week, Paris Fashion Week, Altaroma, London Fashion Week, Pitti Immagine, per le presentazioni di Cruise collection, ma anche i tanti eventi in cui la moda supporta le CELEBRITIES, come il Festival del Cinema di Venezia, il Festival di Cannes, il Met Gala e tutti quegli eventi dove le grandi maison di moda vestono gli artisti.
È in quei momenti che coccolano le V.I.P. con un servizio Haute Couture direttamente presso l’hotel dove soggiornano o dove verrà proiettata l’anteprima del loro ultimo film, ed è lì che un allestimento perfetto di macchine e attrezzature per laboratori sartoriali, il cucito e lo stiro permette di poter perfezionare i pezzi unici disegnati e creati apposta per loro o curare lo styling degli stupendi capi che indosseranno per il marchio, pronti al red carpet.

allestimenti temporanei sartorie gianpiero urzetta-min

Blake Lively e Ryan Reynolds in Gucci Festival del Cinema di Cannes

@ Blake Lively e Ryan Reynolds in Gucci Festival del Cinema di Cannes

Le necessità di avere postazioni professionali di cucito e stiro non sono solo legate alla Moda.
Ci occupiamo di allestire sartorie temporanee per SET PUBBLICITARI, VIDEO MUSICALI E PRODUZIONI TELEVISIVE.
Anche in questo caso, velocità di allestimento e praticità di utilizzo delle macchine sono d’obbligo, basti pensare alle location più particolari dove gli assistenti ai costumi si trovano a dover confezionare o modificare gli abiti degli attori prima di una ripresa.
Bisogna essere efficienti e pronti alle lavorazioni sartoriali più disparate e immediate, svolte spesso in velocità o sull’onda emotiva del regista.Che dire poi della necessità di spostarsi, quando il set è itinerante? Quasi la regola per le PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE, a cui noi siamo in grado di fornire tutto il necessario per il cucito e lo stiro, su tutto il territorio europeo.

Marie Antoinette - Sofia Coppola 2006

@Marie Antoinette – Sofia Coppola 2006

Last but not least, gli ALLESTIMENTI SCENOGRAFICI. Sono loro che mostrano l’attività di cucito in tutta la sua meraviglia. Parliamo di WORKSHOP DI CUCITO, OPEN DAY DI SCUOLE DI MODA, EVENTI, e tutte quelle attività che necessitano l’allestimento di una sartoria in un luogo dove di solito non c’è.

Spesso si tratta di eventi in cui poter mostrare al pubblico il lavoro di un team di creativi, che di solito si svolge in sartorie e poli di produzione non accessibili, regalando l’emozione di vedere come nasce un abito.
Nel caso delle più prestigiose scuole di moda, allestiamo sartorie scenografiche dove è possibile vedere cosa si può arrivare a fare in un corso di Fashion Design, Modellista e molte altre specializzazioni legate al mondo della Moda e della sartoria.


@ IED Open day – allestimento sartoria temporanea

Andiamo quindi con tutte le nostre macchine e attrezzature per il cucito nelle migliori scuole di moda europee, ma le portiamo anche fuori sede, ovunque vogliano andare. Sono molti, infatti, gli allestimenti che realizziamo per corsi di moda e corsi di sartoria, workshop ed eventi itineranti.

noleggio accessori per il cucito e forbici da sarta

@Gianpiero Urzetta sponsor tecnico per Milano Fashion Week, Coca-cola Expo gate

Noi ci occupiamo di questo: progettare e allestire al meglio il tuo spazio sartoria temporaneo.

Il nostro team di progettazione interno e le nostre speciali relazioni con tutte le migliori case produttrici di macchine e attrezzature ci consentono di offrirvi la migliore soluzione di allestimento, con gli ultimi modelli usciti sul mercato, in meno di un giorno.

Che si tratti di una sola postazione ricavata in uno spazio molto ristretto o di un grande laboratorio esattamente equiparabile a un polo di produzione stabile, ci pensiamo noi. Avrete tutto in funzione, chiavi in mano.

Utilizziamo solo macchine nuove, preparate e testate da noi in officina.

Allestiamo e disallestiamo in tempi che non temono alcun confronto.

PER OGNI INFORMAZIONE CONTATTACI

 

igienizzazione abiti sanificazione vestiti-min

Igienizzazione ad ozono di abiti ed oggetti: la soluzione è Gea

L’emergenza Coronavirus ha imposto una rivoluzione nei comportamenti, ponendo al centro dell’attenzione, probabilmente come mai prima d’ora, la salute pubblica.

Particolarmente delicata è la situazione di tutti coloro che sono chiamati a gestire il contrasto della diffusione del Covid-19 all’interno degli ambienti di lavoro e spazi aperti al pubblico.

L’igienizzazione degli abiti e degli oggetti è in questi casi più che mai essenziale per garantire il massimo della sicurezza, a operatori e clienti.

Cabina sanificatrice igienizzante Gea di Battistella

Puntare all’eccellenza utilizzando strumentazioni adeguate e in grado di fornire la massima sanificazione e igienizzazione ambientale è dunque fondamentale.
La nostra soluzione a questa necessità è Gea: cabina sanificatrice igienizzante per abiti e oggetti dai numerosi benefici.

Cos’è la Gea

La macchina è un armadio che consente l’igienizzazione e la sanificazione di indumenti quali giacche, pantaloni, maglioni, accappatoi, asciugamani, indumenti da lavoro, tute da moto, caschi sportivi, scarpe, stivali, scarponi ma anche articoli tessili quali coperte, cuscini, tende, copridivani etc.
L’ozono prodotto dal generatore interno, permette di igienizzare e sanificare grazie alla sua struttura di gas naturale fortemente ossidante.

L’ozono è capace di eliminare batteri, muffe, funghi, insetti, inattivare virus e ossidare le molecole chimiche responsabili degli odori più fastidiosi che possono così essere eliminati.

Sanificazione vestiti: perché scegliere la cabina igienizzatrice Gea

  • Innanzitutto, è una cabina igienizzatrice che sfrutta l’ozono. Ciò significa che questo prodotto non solo garantisce un’efficienza 2000 volte superiore ai metodi di pulizia tradizionale, ma protegge l’ambiente poiché non lascia residui chimici.
  • Le caratteristiche dell’ozono, elemento più pesante dell’aria, fanno sì che batteri, virus, acari, muffe, funghi, spore e ogni tipo di parassita vengano eliminati anche nei punti meno raggiungibili
  • Rispetta il protocollo n° 24482 del 31/07/1996 del Ministero della Sanità ha riconosciuto il sistema di sanificazione con l’ozono come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, eccetera e infestati da acari ed insetti.
  • Non causa danni agli oggetti.

Sanificazione indumenti con ozono, come funziona la Gea

igienizzazione abiti sanificazione vestiti-min

In natura l’ozono viene prodotto da reazioni chimiche, principalmente dall’azione dei raggi ultravioletti del sole. All’interno della cabina vien ricreato, in piccolo, ciò che accade naturalmente.
Tramite una lampada viene emessa una radiazione a 200 nm di lunghezza d’onda, la quale permette la scissione dell’ossigeno e la conseguente produzione di ozono

L’azione dell’ozono rimuove elementi nocivi dagli oggetti

Un ventilatore industriale interno lascia circolare l’aria, così da lasciare che l’ozono arrivi anche in punti irraggiungibili dai sistemi di sanificazione tradizionale

Una seconda lampada fa sì che l’ozono venga riconvertito in ossigeno. A questo punto la porta della cabina si sblocca. Gli oggetti all’interno sono perfettamente igienizzati e sanificati

A chi è dedicata la cabina igienizzatrice GEA

La cabina fornisce un supporto essenziale all’adattamento alle mutate condizioni ambientali e sociali causate dalla Pandemia da Coronavirus.

La Gea è particolarmente indicata a:

  • boutique: in qualità di box ozono per sanificazione indumenti, può essere utilizzata, ad esempio, per sanificare gli abiti dopo le prove dei clienti.
  • scuole e asili: pensiamo a quanto sia importante l’igienizzazione di materiale didattico, giocattoli e altri supporti, a tutela della salute di bambini e personale.
  • strutture ricettive: hotel, b&b, pensioni possono offrire ai clienti e personale di lavoro una perfetta igienizzazione di abiti, copriletti, copridivani etc.
  • centri sportivi, palestre, piscine: per la sanificazione di attrezzature (guanti da pugilato, bilancieri, palloni da calcio, racchette, palline da tennis etc).

Queste appena citate sono solo alcune delle modalità di utilizzo della cabina, che può essere sfruttata per numerosi altri ambienti di lavoro.
Siamo a tua disposizione per fornirti ulteriori informazioni (visualizza la scheda prodotto della cabina igienizzatrice per abiti e oggetti GEA) e un preventivo. Contattaci compilando il form di seguito o clicca qui per un preventivo via WhatsApp in pochi minuti.

Possibilità di noleggio operativo, contattaci per il costo mensile

GIANPIERO URZETTA IED FA | RE


GIANPIERO URZETTA è partner di IED, Levi’s  e i-D Vice per un progetto su upcycling e sostenibilità in occasione della MILANO FASHION WEEK
In collaborazione con Orsola de Castro, fondatrice della campagna globale di comunicazione Fashion Revolution con Carry Somers, il 18 settembre 2019 IED Milano ha presentato Fa/Re presso lo Spazio Teatro della sua Scuola di Moda: 3 giorni di laboratori aperti al pubblico in cui studenti e ospiti hanno potuto sperimentare nuove frontiere del riuso e della creatività.
I performanti macchinari GIANPIERO URZETTA hanno contribuito all’allestimento di un laboratorio live di sartoria dedicato all’upcycling e aperto alla sperimentazione (anche con il contributo del pubblico stesso), in cui gli studenti hanno dato nuova vita a capi dimessi e accessori. Rielaborazioni e improvvisazioni creative, lavorazioni e applicazioni non convenzionali pensate dai giovani designer e commistioni assolutamente trasversali, con team di lavoro provenienti anche dall’area Arti Visive (in particolare Sound Design) dell’Istituto: grazie a uno speciale dialogo tra macchinari e tecnologia, infatti, la matericità dei tessuti è stata espressa addirittura in suono.
Tra i partner dell’evento anche Levi’s – che ha fornito fondi di magazzino di capi in denim da utilizzare nei workshop.
Media partner i-D Italia, coinvolto direttamente nelle attività, con la realizzazione di fanzine e strumenti di comunicazione realizzati con gli studenti durante il workshop nello spazio laboratorio.
Supportiamo così i giovani talenti, perché TALENTS ROCK!
ROCK ‘N’ SEWING!



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